La ricorrenza del 20 giugno, istituita per accendere i riflettori sulle tutele sancite dalla Convenzione di Ginevra sul diritto d'asilo, impone una profonda e urgente riflessione sulle crescenti fragilità del sistema di accoglienza globale. L'Uisp esprime forte preoccupazione per le criticità del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che orienta le decisioni istituzionali verso una preoccupante esternalizzazione delle frontiere. Questo impianto normativo rischia di comprimere gravemente il diritto d'asilo, normalizzando procedure accelerate che ostacolano l'accesso a un esame equo delle domande di protezione. A tale scenario si aggiunge la preoccupante spinta verso accordi con Paesi terzi per il trattenimento delle persone in movimento e l'intensificazione dei rimpatri, unita al sistematico definanziamento della rete di protezione diffusa sul territorio. A questo scenario si uniscono il sistematico definanziamento della rete di protezione territoriale e le inaccettabili retoriche politiche sulla remigrazione. Di fronte a normative che rischiano di svuotare i principi di accoglienza, l'associazione prende una posizione netta, ribadendo la propria matrice antifascista e antirazzista in difesa di ogni persona marginalizzata.
Si tratta di un impegno valoriale che si traduce in un'attività quotidiana orientata all'inclusione profonda, che rivendica lo sport come diritto di cittadinanza e motore di parità. Il dibattito sulle politiche discriminatorie ha recentemente varcato i confini nazionali, trovando ampio spazio sulle pagine del celebre magazine statunitense The New Yorker, che in un articolo uscito poche settimane fa ha analizzato il legame tra le mancate qualificazioni mondiali della nazionale di calcio e le severe norme sull'immigrazione. "L'omogeneità della squadra riflette leggi e pratiche che hanno escluso un'ampia fascia dei giovani che vivono nel nostro Paese - ha affermato Daniela Conti, responsabile delle politiche interculturalità e cooperazione Uisp - perché il calcio riflette esattamente ciò che è accaduto nella società”.
Eppure, il ritornello degli ultimi mesi è stato un altro: secondo molti, il calcio italiano sarebbe in crisi perchè ci sono troppi stranieri nelle squadre della Serie A. Sempre sulle pagine del settimanale americano è intervenuto il sociologo Davide Valeri, riflettendo sul futuro dei giovani talenti cresciuti sul territorio ma privi di riconoscimento formale. "Sono curioso di vedere le prospettive dei promettenti atleti nati in Italia da genitori stranieri - ha sottolineato Valeri nel suo intervento - e mi chiedo se alcuni giovani giocatori possano riconsiderare quale Paese darà loro la migliore possibilità di giocare sul palcoscenico più importante".
Per contrastare queste chiusure, l'associazione opera costantemente nei centri di accoglienza e sul territorio, promuovendo percorsi di invecchiamento attivo e di emancipazione per le nuove generazioni. Attraverso percorsi strutturati come i progetti Spin Youth e Spin Refugees, viene promossa la cittadinanza attiva giovanile indiscriminata, utilizzando l'attività motoria per migliorare i percorsi di accoglienza, elaborare storie di vita difficili e abbattere le disuguaglianze. Un esempio virtuoso e di primaria importanza prende vita a Genova, nel cuore del quartiere di Sampierdarena. Qui, venerdì 19 giugno, gli spazi di Largo Gozzano ospitano la seconda edizione di Misto Sampi, una grande festa comunitaria nata per abbattere gli stereotipi e valorizzare la ricchezza umana del territorio. La Uisp Genova scenderà in campo organizzando le finali di calcio a cinque per i giovani.
Un altro esempio virtuoso di partecipazione civica prenderà vita a Rieti, dove la giornata del 20 giugno sarà animata da un evento pubblico in Piazza Mariano Vittori. L'iniziativa, intrecciata con i percorsi del progetto SAI dedicati ai minori stranieri non accompagnati, anch'essi gravemente minacciati dalle ultime norme in materia d'asilo e dalla propaganda "anti-maranza", vedrà fondersi l'arte, la musica e il movimento corporeo. Tra i momenti più significativi è prevista una performance di danza e dialogo interculturale che vedrà la partecipazione attiva di Ilaria Nobili, operatrice e dirigente Uisp, da anni in prima linea nei percorsi di integrazione.
La resistenza attiva trova infine un'ulteriore espressione tangibile nella grande e partecipata mobilitazione organizzata a Parma, cui ha contribuito anche Uisp Parma, dove sabato 20 giugno gli spazi urbani si trasformeranno in spazi di convivenza e mutualismo: dal corteo, alle letture ai concerti. Queste azioni diffuse e condivise rispondono pienamente agli obiettivi di sviluppo indicati dall'Agenda 2030, dimostrando che l'associazionismo rappresenta un motore inesauribile di educazione e di pace. (Lorenzo Boffa)